La capacità di distinguere le immagini è definita
acuità visiva o acutezza visiva e può essere misurata facendo leggere
ad una distanza stabilita e con una grandezza decrescente alcune lettere, numeri
o simboli. Tecnicamente è stata stabilita una scala di riferimento partendo
dal fatto che un occhio normale al 100% è in grado di vedere 10/10.
Alcuni occhi particolarmente dotati sono in grado di andare anche oltre il parametro
di riferimento, quando viceversa i valori sono inferiori è segnale che
siamo in presenza di un difetto visivo.
Il difetto visivo è determinato dalla difficoltà o non possibilità
di focalizzare l’immagine sulla retina di oggetti distanti. Nella visione
troppo ravvicinata anche l’occhio normale può avere l’immagine
che non cade sulla retina. Questo è dovuto al meccanismo dell’accomodazione,
regolato dalla lente interna, il cristallino, che ha proprio il compito di gestire
le immagini ravvicinate. Il punto prossimo può variare da individuo ad
individuo e soprattutto si allontana con il passare degli anni. Questo avviene
a causa dell’atrofizzazione del cristallino, che con il passare degli anni
perde la sua elasticità. Successivamente vedremo che questo è il
processo che porterà alla presbiopia, cioè la difficoltà
di leggere o compiere lavori ravvicinati.