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Si tratta del più comune e diffuso difetto visivo,
che nei paesi del mondo occidentale colpisce circa il 25% della popolazione
(percentuale in aumento). In molti paesi asiatici rappresenta un autentico flagello,
arrivando a colpire, in alcuni casi, fino all’80% della popolazione.Una
stima recente dice che in Europa la percentuale è tendenzialmente in
aumento e si cita l'esempio della penisola scandinava, dove si è oramai
prossimi al 50%
I disturbi sono rappresentati dalla visione annebbiata da lontano, alcuni primi
segnali rivelatori sono rappresentati dalla difficoltà di riconoscere
le targhe delle auto e le scritte da lontano.
La principale causa del difetto è determinata da un eccessivo allungamento
del bulbo oculare, che allontana la retina dal punto di focalizzazione delle
immagini.
Quindi nella miopia le immagini si focalizzano davanti alla retina, dunque per
correggere il difetto visivo è necessario anteporre tra le immagini e
l’occhio una lente con caratteristiche divergenti (lenti negative), in
grado di allontanare le immagini portandole sulla retina.
I migliori risultati correttivi si ottengono con le lenti
a contatto rispetto agli occhiali, che distanti dall’occhio e montando
lenti negative, tendono a ridurre la dimensione delle immagini percepite dall’occhio.
Si ritiene in termini generali, che a parte la predisposizione genetica, l’elemento
scatenante della miopia sia lo stress al quale sottoponiamo i nostri occhi rispetto
al passato. Alcune eccezioni sembrano dare credito a questa ipotesi: culture
come quella degli Shepa Tibetani con solo il 2% di miopi nonostante si tratti
di popolazione asiatica, ciò dovuto forse ad un atteggiamento nella vita
più contemplativo, rivolto con lo sguardo verso i loro ampi orizzonti
ed anche più predisposti all’attività orale; la cultura
gitana, della quale non abbiamo disponibili delle percentuali, ma provate a
ricordare di avere visto qualcuna di queste persone con gli occhiali. Tra queste
popolazioni l’attività scolastica, anzichè essere anticipata,
tende ad essere posticipata, lasciando più tempo e spazio all’importante
periodo del gioco e della fantasia.
Un’altra ipotesi interessante, probabilmente applicabile ad un numero
più limitato di persone, ma che vale la pena di citare per la chiave
di lettura psicologica che offre: si predispongono alla miopia le persone timide
ed introverse, coloro che chiusi in se stessi decidono di non accogliere quanto
avviene nel mondo ed oltre al loro naso. Queste persone di solito arrivano ad
entità miopiche particolarmente elevate.
Altri studi arrivano a considerare anche il mondo dell’alimentazione,
cosa che di certo non sorprenderebbe visti i risvolti che ha su tutto il resto
del nostro organismo.
L'esperienza maturata negli anni, ci dice che oggi attraverso una valida e soprattutto
appropriata educazione visiva preventiva, oppure tramite l’utilizzo di
lenti a contatto, soprattutto quelle di tipo semirigido gas permeabili ancora
meglio le innovative lenti ortocheratologiche, potrebbe essere possibile aiutare
a controllare e meglio gestire questa tipologia di difetto visivo.
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