Area Consumatore Notizie Ortocheratologia HortoSoft Links Scegli Horus
Logo Horus
Homepage Azienda Ricerca Formazione Guida tecnica
Guida Tecnica -
Lenti su misura -
Curvatura
Forma
Diametro corneale e pupillare
Forma
La cornea può assumere svariate forme da quella tendenzialmente sferica a quella asferica, da quella torica a quella del cheratocono, fino ad arrivare alle cornee che hanno subito degli interventi chirurgici. Più avanti spiegheremo il significato di queste forme e vedremo come ognuna di queste richiede che venga utilizzato un design di lente specifico individualizzato.
Disponendo del solo oftalmometro e non avendo dimestichezza con la tecnica sopraccitata che fa uso dei punti di fissazione, il sistema universalmente utilizzato per comprendere la forma corneale è quello di praticare l’esame fluoresceinico.

Che cosa significa? Esiste una sostanza chiamata appunto fluoresceina, che istillata nella zona sclerale (parte bianca del occhio) con la lente indossata, permette, utilizzando per la visualizzazione una particolare frequenza di luce ultravioletta, di esaminare come appoggia la lente.
Quando il colore è giallo o più chiaro significa che in quella zona la lente è scostata dalla cornea, viceversa se la zona è scura, la lente risulta esserne più vicina. L’analisi, a causa della naturale presenza dell’astigmatismo, viene sempre effettuata dividendo la cornea in due meridiani: orizzontale e verticale Un applicatore esperto attraverso questo esame sarà in grado di arrivare ad un buon grado di individualizzazione.

Fig. A   Fig. B   Fig. C

Le tre figure mostrano diverse lenti durante un esame fluoresceinico:

- la fig. A è l’esempio di un appoggio ideale perché sul meridiano più piatto, quello orizzontale, la parte più scura è prevalente ed uniforme, mentre, sul meridiano verticale, essendo più curvo, è presente una leggera colorazione;
- la fig. B è l’esempio di una lente stretta, infatti la zona centrale risulta sollevata in quanto ricca di fluoresceina;
- la fig. C è l’esempio di una lente piatta, si vede una maggiore colorazione fluoresceinica nelle zone più periferiche, ancora più abbondante sul meridiano verticale, che come già visto in precedenza, normalmente risulta essere più curvo.

Come si può osservare tutte e tre le figure hanno in comune la presenza di un anello periferico molto fluorescente, questa zona, chiamata tecnicamente flangia, è di fondamentale importanza ai fini del funzionamento della lente, in quanto permette alla lacrima sotto la lente di essere ricambiata, garantendo igiene e afflusso di ossigeno.
Disponendo di un topografo corneale oggi è possibile conoscere con più facilità l’esatta forma della cornea, ma la cosa più interessante è che potendo digitalizzare le immagini, queste possono essere successivamente elaborate. Che cosa significa? Significa che attraverso specifici software, il succitato esame fluoresceinico può essere praticato dall’applicatore in modo virtuale, permettendogli di studiare con più tranquillità il caso, provando tutte le lenti immaginabili senza che sia necessaria la presenza fisica del portatore. Inoltre l’applicatore, nelle casistiche più complesse potrà anche dialogare più facilmente con il produttore, che a su volta, sugli stessi file, potrà cimentarsi nel provare a individuare ulteriori soluzioni applicative. Una volta studiata la soluzione virtuale, sarebbe bene che questa fosse comunque verificata e messa a confronto attraverso l’esame fluoresceinico reale.
  Index   |  Area Professionale  |  English  |  Credits  | Mappa | Cerca nel sito HORUS® Contact lens 2004, tutti i diritti sono riservati   ©