La superficie
esterna delle lenti a contatto
ha una funzione più
che altro rifrattiva, ma
se ben gestita può
offrire la possibilità
di favorire o ridurre l’interazione
con le palpebre. Per questi
scopi sono state sviluppate
alcune importanti opportunità
ed altre sono allo studio.
Un esempio di geometria esterna disponibile ed anche l’unica al momento,
è la Thorus EX, sviluppata per consentire l’utilizzo delle lenti
nelle problematiche generate dalla presenza di astigmatismo da correggere sulla
superficie esterna.
Per quanto riguarda le soluzioni alle problematiche palpebrali, è necessario
partire dalla considerazione che le palpebre sono una delle variabili principali
da considerare nell’applicazione di lenti RGP ed infatti, non a caso, rappresentano
una delle limitazioni dell’applicazione virtuale effettuata con i topografi
corneali.
Le lenti possono posizionarsi troppo alte, basse o laterali, per ogni situazione
è necessario disporre di soluzioni, con questo scopo negli anni sono state
sviluppate particolari lavorazioni lenticolari e del bordo capaci di risolvere
quanto in precedenza era considerato irrisolvibile.
Hold, Nepos, Nepos + Hold, Prismatiche, un insieme di opportunità da conoscere
bene, per applicarle al meglio, per essere più specializzati di chi non
le conosce e per rendere sempre più esiguo il numero degli insuccessi della
contattologia RGP.
Oggi la nuova tecnologia OTT sta rivoluzionando anche le modalità di realizzazione
di superfici esterne molto complesse.
Questa tecnologia, ancora nella sua fase iniziale di sviluppo, nel futuro fornirà
certamente nuove soluzioni, oltre a permetterà il miglioramento di quelle
descritte già disponibili.