Spaventarsi
Edward
Bennet, OD, MSEd
Executive Director
GP Lens Institute
Nel recente
editoriale apparso su
Clinical and Experimental
Ophtalmology, il
professor Nathan Efron
ha predetto la morte
delle lenti a contatto
RGP entro il 2010 -riprendendo
una sua profezia di
più di dieci
anni fa, quando fece
una previsione di morte
analoga da completarsi
entro il 2000. Al di
là delle considerazioni
sulla obbiettività
dell'autore, questo
invece deve apparirci
come un segnale di quanto
le lenti a contatto
GP siano importanti
e del fatto che bisogna
essere ancora più
determinati nel promuoverle
verso gli applicatori
e i pazienti.
Sondando
le reazioni di alcuni
esperti internazionali
a questo articolo del
prof Efron, abbiamo
trovato due tendenze
differenti: alcuni sono
stati estremamente critici
nei confronti del prof.
Efron -i cui pregiudizi
rischiano di compromettere
la sua reputazone personale-
mentre altri hanno deciso
di ignorare il lato
emotivo della cosa,
rispondendo in maniera
più documentata
e scientifica, come
si addice alla pratica
della contattologia
gas permeabile.
Dan Bell,
il presidente del CLMA,
appartiene a questo
secondo gruppo. Come
lui, che ha ribattuto
al Prof. Efron e ad
un suo editoriale su
questo argomento apparso
su Clinical and
Experimental Optometry,
personalmente io concordo
sul fatto che è
difficile non essere
particolarmente prevenuto
e critico rispondendo
ai suoi commenti; quindi,
la decisione di pubblicare
una risposta (che è
già stata scritta)
deve ancora essere presa.
E' comunque
importante menzionare
che queste riviste sono
relativamente sconosciute
agli applicatori statunitensi.
Comunque sia, così
dormirò meglio
la notte, lasciatemi
elencare insieme a John
Mountford alcuni dei
commenti e delle inaccuratezze
presentate (di nuovo)
dal professor Efron.
La maggior
parte dell'editoriale
del prof. Efron è
dedicato alla critica
dell'ortocheratologia
notturna. Riporta i
risultati di uno dei
suoi studi a breve termine
dove l'errore refrattivo
iniziale era relativamente
basso (2,22 +- 0.63
D) e uno studio preliminare
che presentava un errore
refrattivo simile. In
ogni modo altri studi
hanno mostrato correzioni
refrattive medie di
3.33 +- 0.96 D e 3.08
+- 0.93 D quando errori
refrattivi più
elevati sono stati inclusi
nel campione di studio.
Questo è in chiaro
contrasto con la frase
di Efron "studi
precedenti sulla limitata
efficacia dell'ortocheratologia
sono stati semplicemente
ri-scoperti oggi".
Se il professore avesse
dato una scorsa alla
letteratura acquisita,
avrebbe trovato che
il la correzione refrattiva
media con altre tecniche
precedenti -in tutti
gli studi- è
stata di 1.04 D.
Il professor
Efron si mostra "allarmato
dal numero crescente
di cheratiti gravi in
pazienti che si sottopongono
ad ortocheratologia".
Questo non è
riportato in letteratura
ma rappresenta la perpetuazione
di prove aneddottiche
di casi isolati. Con
un solo caso pubblicato
di cheratite da Acanthamoeba
in un giovane portatore
di ortocheratologia
notturna nel settembre
2005 (articolo uscito
su Cornea), è
evidente che i campi
di battaglia sono stati
divisi nettamente fra
sostenitori dell'ortocheratologia
notturna e sostenitori
della chirurgia refrattiva.
In ogni caso, il rischio
di infezione o di perdita
visiva permantente è
molto più alto
fra chi si sottopone
a chirurgia refrattiva,
soprattuto negli Stati
Uniti. Lo studio più
ampio effettuato sulla
cheratite ulcerosa è
stato condotto da Swarbrick.
Su 50 casi di cheratite
ulcerosa in tutto il
mondo, l'80% dei casi
proveniva dall'estremo
oriente.
Il "perché
complicarsi le cose"
(con l'ortocheratologia)
riportato da Efron suscita
particolare fastidio
nel suo commento "gli
applicatori di ortocheratologia
sono motivati più
che altro da un profitto
commerciale".
Il pricipale
motivo del successo
dell'ortocheratologia
risiede in due fattori
principali:
1. Un grande
numero di pazienti desidera
un mezzo non chirurgico
e reversibile di riduzione
della miopia perché
temono la possibilità
di un danno permentente
alla vista a causa della
chirurgia refrattiva.
L'ortocheratologia è
stata provata essere
a tutti gli effetti
una procedura completamente
reversibile.
2. Gli sviluppi
nel design delle lenti per
ortocheratologia, l'introduzione
della topografia corneale
e l'uso notturno delle lenti
hanno avuto come risultato
un tempo di adattamento
medio di 10 giorni e la
possibilità che la
miopia possa essere ridotta
attraverso un solo paio
di lenti.
La visione
senza ausili di un portatore
di lenti a contatto
ortocheratologiche è
preferita alla visione
di un portatore di lenti
morbide: l'85% dei miopi
con deficit di -2.50
D hanno preferito l'ortocheratologia
alle lenti morbide.
Inoltre, con nessun
altro sistema la qualità
della vita migliora
per i bambini. E' evidente
che l'ortocheratologia
ha un incredibile futuro
come sistema terapeutico
per la riduzione della
miopia nei giovani e,
infatti, non solo riduce
la miopia esistente
-spesso risultando con
nessun errore rifrattivo
residuo o solo con una
leggera ipermetropia-
ma i suoi effetti si
manifestano con una
significativa riduzione
sia della lunghezza
assiale che della profondità
della camera vitrea.
L'attenzione
sulle lenti gas permeabili
, comunque, non dovrebbe
essere limitata all'ortocheratologia.
Infatti, il professor
Efron ha completamente
escluso la presbiopia
nelle sue pubblicazioni
e dibattiti. L'uso di
lenti semirigide bifocali
e multifocali è
in crescita e rappresenta
una modalità
che permette una visione
migliore a tutte le
distante rispetto alle
lenti morbide che sono
limitate dal compromesso
sulla qualità
ottica e l'assenza di
traslazioni durante
il battito palpebrale.
Inoltre, il gruppo dei
Clinical
Diplomates of the Cornea
and Contact lens Section
of the American Academy
of Optometry è
stato intervistato per
uno studio comparato
dei benifici delle lenti
GP e lenti morbide.
Sebbene questo gruppo
di individui siano stati
scelti per la loro esperienza,
hanno espresso commenti
positivi sulle lenti
GP sopratutto per la
presbiopia, gli alti
astigmatismi, per l'ortocheratologia
e per il cheratocono.
Nel giudizio
su lenti a contatto morbide
vs lenti GP, le lenti GP
sono state giudicate significativamente
migliori in 13 categorie
(qualità della visione,
salute per l'occhio, profittabilità
dell'applicazione, presbiopia,
potenzialità per
ridurre la progressione
della miopia, alto astigmatismo,
cheratocono, post-chirurgia,
facilità di gestione,
fedeltà del paziente,
soddisfazione personale,
durabilità e resistenza
ai depositi), parità
in quattro categorie (comfort
a lungo termine, ipermetropia,
applicazioni pediatriche
e facilità di cura)
con solo il comfort iniziale
significativamente migliore
per le lenti morbide.
Sebbene
non vogliamo controbattere
l'importanza del comfort
iniziale, è palese
che con le migliorie
nella tecnologia produttiva
(che ha come risultato
design ultrasottili
con profili di bordo
consistenti, spesso
sia con periferie asferiche
che con grandi diametri)
il differenziale del
comfort iniziale tra
i due tipi di lenti
si sta riducendo.
Tirando le
somme, secondo la nostra
opinione, le nuove scoperte
della tecnologia silicone
hydrogel sono sia benvenute
che benefiche per molti
nostri pazienti. Comunque,
nell'interesse dei nostri
pazienti che hanno una progressione
miopica, astigmatismo, presbiopia,
cornee irregolare o post-chirurgiche,
è importante utilizzare
sia lenti rigide che morbide.
Credere il contrario è
inaccurato e sviante.
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