Il
nostro amico Nate?
Alan
Saks, OD
New Zealand Optics
All'inizio
c'era la luce. Tutto
veniva dalla luce. La
nostra professione si
è evoluta intorno
alla luce.
Nel
2000 è arrivato
Nate.
Altrimenti
noto come Prof. Nathan
Efron, insieme con i
suoi simili (Hill, Holden,
Brennan, Rengstorff,
Saks [S.J], Fonn e altri),
è uno dei miei
guru ed è stato
fondamentale nel formare
la mia competenza sulla
fisiologia oculare e
la salute della cornea.
Ha compiuto lavori meravigliosi
in molti aspetti della
contattologia e ha prodotto
grandi risorse.
Nathan
ha espresso alcuni commenti,
seguiti da una pubblicazione
del 2001 che riguardava
la "ritirata della
contattologia RGP",
dai quali io e altri
dissentiamo. Riassumendo,
ha affermato che la
contattologia RGP sarebbe
diventata virtualmente
obsoleta entro il 2010.
Io ritengo che alcuni
dei suoi ragionamenti
sono non fondati e contraddittori.Sono
usciti molti altri articoli,
commenti e lettere pubblicati
su Global Contact e
Clinical And Experimental
Optometry su questo
argomento.
Questa
è la storia.
Cinque
anni dopo Nathan ha
rilanciato il dibattito
in una specie di scenario
"siamo a metà
strada" con una
pubblicazione su Clinical
e Experimental Ophtalmology
(numero 33 del 2005,
pagg. 341 e 342).
In
questo editoriale, intitolato
"Gli ultimi disperati
respiri delle lenti
rigide", sembra
che Nathan voglia sollevare
l'ira di quegli applicatori
"con le mani sporche"
che hanno una reale
conoscenza di quella
che è la realtà
della pratica contattologica.
E'
Nathan fuori dal mondo,
rinchiuso nella sua
torre d'avorio accademica?
So
bene che le lenti morbide
hanno fatto passi da
gigante negli ultimi
anni. L'ossigeno non
è più
un problema. I costi
si stanno abbassando.
Design innovativi stano
garantendo una visione
migliore che mai. Abbiamo
lenti toriche più
confortevoli e stabili.
Abbiamo design multifocali
che funzionano, o comunque
ci vanno vicino. Mi
sono letto un po' di
letteratura, come ad
esempio SofLens 66 Torics
in Abnormal Eyes, come
suggerito. Probabilmente
Nathan era a quel simposio
a Berlino. In molti
casi le lenti morbide
possono essere la soluzione
migliore. Sono anche
d'accordo sul fatto
che oggi applico meno
lenti rigide di 15 o
20 anni fa.
Posso
però anche citare
la recente "Ricerca
sulle lenti a contatto
prescitte in Nuova Zelanda
nel 2004" [Il dott.
Saks lavora in Nuova
Zelanda, Nota del Traduttore],
come pubblicato su NZ
Optics del Luglio 2005.
Questa ricerca mostra
come 11% delle nuove
applicazioni siano RGP,
con un significante
aumento sul 2000 quando
il 6% delle nuove applicazioni
erano RGP.
Non sono un esperto
di statistica e non
sono mai stato un maghetto
in matematica, ma questo
rappresenta un incremento
dell'83% nelle nuove
applicazioni.
"Ultimi
respiri" o "pratica
clinica in declino"?
Nathan
afferma che "gli
studenti di optometria
e di oftalmologia non
sono formati sull'applicazione
di lenti rigide durante
il loro training pratico
perché virtualmente
tutti i pazienti stanno
chiedendo un tipo di
lente specifico o una
marca". Quando
qualcuno richiede se
può avere una
marca specifica è
perché un amico
o un parente le porta.
Può essere che
queste lenti non vadano
bene per chi le richiede.
Ci capita il pazeinte
strano che ci chiede
di dargli delle altre
"Acuvues",
sostenendo che sono
quelle che porta. Quando
esaminiamo le lenti,
ci accorgiamo subito
che non sono Acuvue.
Questo è usualmente
confermato quando controlliamo
la ricetta o la scatola
finita. Spesso sono
B&L, CIBA o Cooper,
e viceversa.
Forse
la "domanda di
lenti a contatto"
che Nathan cita proviene
dal fatto che è
stato in Inghilterra
per troppo tempo? Per
quanto ne sappiamo,
gli inglesi sono generalmente
un po' "morbidi"
e quindi forse non hanno
la rigidità necessaria
per pensare di dover
portare lenti rigide.
I mollaccioni richiedono
lenti morbide? Sappiamo
tutti cosa è
successo alla squadra
inglese dei Lions all'ultimo
torneo di rugby... [gli
inglesi hanno perso
3 a 0 l'ultimo torneo
contro i neozelandesi,
N.d.T.]
Nathan
colpisce nel segno quando
afferma che "gli
studenti di optometria
e di oftalmologia non
sono formati sull'applicazione
di lenti rigide durante
il loro training pratico"
perché, aggiungerei,
gli accademici non insegnano
la contattologia RGP
correttamente e neppure
le danno la necessaria
attenzione clinica.
Ho scritto per molti
anni di molti esempi
di questo fallimento
nella moderna Optometria.
In molti casi i docenti
hanno poca o nessuna
esperienza reale di
contattologia RGP e
la visione d'insieme
e la tecnica che questa
esperienza pratica crea.
La
loro apparente filosofia
pregiudiziale "anti-RGP"
e la probabile mancanza
di capacità nella
contattologia RGP è
infatti la radice del
problema.
E'
certamente un fallimento
educativo e formativo
che sta in parte portando
al fatto che i laureati
nella passata decade
scelgono l'opzione semplice
di provare e proseguire
con le lenti morbide.
Francamente loro sono
molto spaventati dalle
RGP e non sanno nemmeno
da dove iniziare. Raramente
hanno le più
rudimentali capacità
di contattologia RGP
e spesso non sanno nemmeno
misurare i parametri
di una lente dal dsign
semplice.
Perché?
Perché
nessuno glielo ha mai
mostrato. Mai insegnato.
Dopo
gli occhiali, le lenti
a contatto sono il secondo
principale mezzo di
correzione prescritto
nella maggioranza dei
casi. La fissazione
moderna con la patologia
e la "dottometria"
ha tentato di relegare
la contattologia ad
una "pratica-monnezza".
A
me sembra una opzione
troppo "morbida".
Obsolescenza
virtuale o pregiudizio
reale?
Questo
mese ho provato a fare
una piccola ricerca
sui miei pazienti.
Il risultati sono certamente
interessanti e vanno
controcorrente all'opinione
di Nathan secondo cui
le RGP stanno esalando
gli ultimi respiri.
I miei dati mostrano
che le lenti morbide
rappresentano il 52%
dei casi e le RGP il
restante 48%. Cercando
sul mio manuale, trovo
che difficilmente il
48% è una obsolescenza
virtuale.
Sebbene io sia visto
come uno specialista
di contattologia, ci
sono stati numerosi
esami di portatori di
occhiali, esami pediatrici
e comportamentali così
come geriatrici e casi
da computer vision.
Fra le
lenti morbide, il 38%
erano toriche (equalmente
distribuite fra lenti
Silicon Hydrogel ad
alto DK e SofLens66
Toriche), il 34% erano
giornaliere e il 7%
erano multifocali con
alcune lenti mid-water
e asferiche.
Nel gruppo
delle RGP il 16% erano
per cheratocono, l'8%
erano per grandi miopie,
il 13% erano portatori
da lungo tempo con un
tempo di porto positivo
tra i 20 e 42 anni.
La maggior parte delle
RGP erano in Boston
XO o Optimum Extra (100
Dk), con alcune HDS
50 e una Fluoroperm
30. Non c'erano lenti
a basso DK. Tranne due
bifocali e una Quad
Sym, il resto erano
tratracurve custom con
alcune toriche, a periferia
torica o lenticolari.
Sono contento di non
aver trovato nessuna
HEMA o PMMA.
OK
Il resto
dell'editoriale di Nathan
ha principalmente a
che fare con l'ortocheratologia
e Nathan chiosa con
quattro parole "Perché
complicarsi la vita".
Lascio che siano gli
esperti in questo campo
a rispondere a questo
[vedi articolo
di Bennet pubblicato
da HORUS il mese passato
N.d.T].
Efron ha
anche attaccato il preteso
controllo miopico spesso
menzionato fra i benefici
delle RGP. Quello che
posso dire è
che aneddotticamente
ho visto un numero di
casi sufficienti in
cui ho avuto un controllo
o una stabilizzazione
della miopia. Moltissimi
altri applicatori e
pazienti possono sottoscrivere.
Il fatto che alcune
ricerche accademiche
non riescono a dimostrarlo
può essere in
realtà legato
alla scarsa progettazione
della ricerca?
Voglio
dire, possiamo eticamente
provare realmente una
cosa del genere su un
periodo di 10, 20 o
anche 50 anni?
Dobbiamo
fare andare in giro
un bambino con una lente
da occhiale da -5.00D
su un occhio e una RGP
nell'altro per 40 anni
per provare una cosa
del genere?
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